La Quintana di Ascoli Piceno: la Giostra cavalleresca e il Palio

La giostra cavalleresca della Quintana di Ascoli Piceno si svolge tradizionalmente presso il Campo dei Giochi di “Ponte Majore” il secondo sabato di luglio in edizione notturna e la prima domenica di Agosto in edizione diurna, e viene preceduta da cerimonie molto emozionanti come il “Saluto alla Madonna della Pace” e “L’offerta dei ceri”, oltre che dalla suggestiva sfilata del Corteo storico.

La rievocazione che si svolge a luglio è un omaggio alla Madonna della Pace, icona venerata nella chiesa di Sant’Agostino; il venerdì antecedente la giostra, nell’omonima piazza, viene celebrata la cerimonia della benedizione dei cavalli e viene estratto l’ordine di gara.

L’edizione tradizionale, quella di agosto, si tiene in onore di Sant’Emidio, il Patrono di Ascoli Piceno. La vigilia della Giostra, davanti al sagrato della Cattedrale, in Piazza Arringo, il Vescovo della città benedice cavalli e cavalieri mentre il Comune, i Sestieri ed i Castelli omaggiano la Chiesa portando in dono un cero votivo. Nella stessa occasione si dà lettura del “Bando di Sfida” della Quintana.

Il giorno dopo, i Sestieri sono tutti in fermento per la gara e quando il maestoso corteo arriva presso il campo, l’atmosfera si fa incandescente. Ogni cavaliere – in rappresentanza del suo Sestiere di appartenenza – dovrà correre lungo il duro tracciato, delimitato da siepi, colpendo per tre volte il bersaglio del Moro (o Saraceno).

Il suo obiettivo è quello di fare tutto ciò nel minor tempo possibile battendo il centro del tabellone, senza commettere penalità. Dovrà ripetere questo percorso per tre volte per un totale di nove assalti al Saraceno. Vince, ovviamente, chi ottiene il maggior punteggio! Il Sestiere vincitore della giostra viene omaggiato del Palio, un drappo di seta o velluto istoriato e dipinto, che viene benedetto il giorno prima della giostra dal vescovo diocesano sul sagrato della Cattedrale durante l’offerta dei Ceri Votivi. Non si tratta di un semplice drappo, però, perché la sua realizzazione viene affidata ogni anno ad artisti di fama nazionale ed internazionale. Negli anni, ad esempio, i Palii sono stati creati da artisti di altissimo livello; solo per fare alcuni nomi: Nespolo, Trotti, Pericoli, Tadini, Ferrari, Rosati, Maroni, Notari, Carboni, Omar Galliani, Marisa Calisti, Marco Nereo Rotelli. A questi se ne aggiungono tanti altri. Si tratta quindi di vere e proprie opere d’arte che raccontano in un’immagine la suggestione della rievocazione storica picena.

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